PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA:
                                Sotto il binomio MENDRISIO: CULTURA! e in concomitanza con la Sagra dell’Uva del Mendrisiotto, presentiamo due manifestazioni
                                e due luoghi che fanno parte del Magnifico Borgo, ma non sempre sono visibili dal grande pubblico.
                                Presso l’Atelier di Ceramica di Myriam Maier avrà luogo per la seconda volta, una mostra collettiva di ceramica che riunirà, oltre
                                all’esposizione permanente della titolare, tre artisti-ceramisti molto diversi tra loro, ma con una passione comune per la materia
                                ceramica. Magda Ragazzi presenterà una sua istallazione “aerea”, Marisa Altepost esporrà i suoi eleganti oggetti in grès, mentre
                                Elena Donadini proporrà oggetti originali sia utilitari sia artistici, ceramiche raku e complementi d’arredo.
                                Bisogna sottolineare che gli artisti saranno presenti sul posto e quindi questa mostra offre un’autentica opportunità di incontro
                                con l’arte in un ambiente festivo e conviviale come quello della Sagra.
                                Oltre alla mostra, la grande attrazione sarà l’ANIMAZIONE RAKU, proposta domenica 24 da Rosi Ghielmetti del laboratorio La Linea,
                                Fondazione Diamante, di Riva San Vitale: in effetti, grandi e piccoli potranno decorare degli oggetti e partecipare attivamente
                                alla loro cottura in un forno speciale per l’affascinante tecnica raku.
                                Presso lo Spazio d’Arte Stellanove sarà aperta in anteprima (infatti l’inaugurazione ufficiale si terrà il 30 settembre nell’ambito
                                della “Biennale dell’immagine” che viene organizzata in vari luoghi pubblici e privati di Chiasso e dintorni) una mostra dell’artista
                                e fotografa zurighese SASKJA ROSSET dal titolo “Objets perdus/objets trouvés”.
                                Questa mostra si divide in due momenti, diurno e notturno, e due spazi, interno ed esterno. Lo spazio interno della galleria
                                dedicato alle fotografie è visitabile durante il pomeriggio, mentre di sera, il buio cala sull’esposizione e si accendono nuove
                                immagini proiettate “parete su parete” dall’altra parte della strada, rendendo partecipi in modo casuale ed effimero anche i
                                passanti. Una mostra che invita ad interrogarsi sulla guerra e le ferite, ma anche sugli spazi interni ed esterni, quelli chiusi,
                                nascosti, e quelli aperti, e quindi sulla relazione tra il nostro mondo interiore e il mondo esterno.
                                Grazie per l'attenzione e cordiali saluti.
                                Myriam Maier e Gabrielle-Dominique Rondez